
Questo è il momento più difficile e faticoso ed è quello determinante per la riuscita del volo. Quando l’aquilone ha preso quota, lo si affida alla forza del vento perché lo sostenga. Ora non è più necessario correre con lui. Bisogna solo allungare il filo, piano piano, controllando sempre che non perda quota.
L’aquilone andrà sempre più in alto e, col naso all’ insù, lo si potrà ammirare, austero, luccicare al sole.”
Nella prima parte del precedente articolo dedicato ai DSA, ho trattato la tematica riguardante il metodo di studio, nella sua accezione teorica: si è visto cosa si intende nello specifico, quali sono gli aspetti centrali e quali le diverse fasi dell’apprendimento.
Perché uno studente DSA, quindi, ha bisogno di un efficiente metodo di studio?
Sostanzialmente perché, rispetto ai suoi coetanei buoni lettori, non può permettersi di adottare il metodo di studio più diffuso che consiste nel leggere più volte il materiale da studiare, da cui poter eventualmente ricavare riassunti o schemi scritti più o meno ricchi di contenuti, da rileggere prima delle verifiche. La sua difficoltà di lettura gli rallenterebbe non solo i tempi, ma anche lo affaticherebbe e gli renderebbe precari i processi di comprensione ed elaborazione del testo.
Per uno studente con DSA imparare un proprio metodo di studio significa possedere uno strumento compensativo personale, che affiancherà poi gli altri di tipo tecnologico e didattico.
Con la Legge n. 170/2010, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, viene sostenuto il successo scolastico e l’integrazione sociale nel settore relativo ai DSA; il successivo decreto attuativo ne definisce poi le principali caratteristiche, affidando alla scuola precise responsabilità.
In particolare, nel progetto didattico, vengono individuati i supporti compensativi e dispensativi più adatti allo studente: vediamone alcuni.
Strumenti compensativi
Sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria consentendo anche una maggiore autonomia nello studio.

Misure dispensative
Interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazione che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento.

Inoltre, esistono alcune strategie che permettono di ridurre le difficoltà operative e funzionali che il disturbo comporta:
- controllo del tempo: dedicare allo studio un tempo limitato in piena forma e senza distrazioni o preoccupazioni, piuttosto che un tempo prolungato;
- utilizzo del diario: non basta segnare le cose, ma si deve anche sapere dove e come scriverle. Saper organizzarsi al meglio aiuta ad investire meno tempo nel recuperare le informazioni e permette, quindi, di ridurre l’ansia e di essere più efficienti e motivati ad imparare;
- appunti durante la lezione: riuscire a farlo in modo agevole comporta esercizio sia a scuola che a casa, imparando ad utilizzare anche gli strumenti compensativi descritti sopra;
- organizzare lo studio a casa: rivedere il materiale a disposizione, cercare informazioni aggiuntive, rispondere a domande relative a quell’argomento.
Il filo conduttore, a mio parere, deve sempre essere quello della conquista dell’autonomia: di conseguenza, ci sarà anche un rafforzamento dell’autostima e del senso di efficacia.
Presso il mio studio ho organizzato due progetti dal titolo “Il cammino verso l’autonomia” che perseguono questo obiettivo: scopri di più nei link sotto!