
Poco dopo l’inizio di questo 2020, il mondo è stato sconvolto da una pandemia che ci ha profondamente messo a dura prova: gli adulti hanno dovuto rivedere le loro abitudini, dovendo far fronte ad interminabili giornate a casa, oltre a doversi adattare al cosiddetto smart working. Voglio però essere fiduciosa e sperare che queste siano servite a riscoprire il valore delle piccole cose.
Ma in tutto questo caos, cosa hanno provato i bambini?
Loro, dai più piccoli fino agli adolescenti, costretti a stare forzatamente lontani dagli affetti più cari; impegnati a volte per intere mattinate al computer con la DAD – didattica a distanza; curiosi di sperimentare nuove attività con tutti i membri della famiglia… ma soprattutto, preoccupati e molto più suscettibili per un turbine di emozioni improvvise, magari già sperimentate in passato, ma a “piccole dosi”.
I bambini, fin dai primi mesi di vita, sono in grado di provare emozioni e la modalità con cui queste vengono vissute, determina un graduale processo di sviluppo che coinvolge aspetti cognitivi, motori e sociali. Il bambino infatti, agisce sul mondo esterno attraverso informazioni che derivano da diverse tipologie di stimoli: ambientali; attraverso l’esplorazione di oggetti e spazi; grazie alla relazione che si instaura con le figure significative che ha intorno.
Durante i miei pomeriggi di disponibilità online con lo sportello d’ascolto educativo – pedagogico, promosso dall’Istituto Comprensivo “Carlo Piaggia” di Capannori (Lucca), mi sono ritrovata sommersa da richieste sulla modalità migliore per gestire le emozioni. In particolare, mi aveva colpito la richiesta di una mamma di un bambino all’ultimo anno della scuola dell’infanzia che manifestava scatti di rabbia improvvisa.
Ed ecco che arriva in aiuto il meraviglioso film “Inside out” targato Disney – Pixar, proiettato nel 2015: all’interno della mente di Riley Anderson, una ragazzina di 11 anni che abita nel Minnesota, vivono 5 simpatici “inquilini”: Gioia, Disgusto, Paura, Rabbia, Tristezza i quali, garantiscono, attraverso una tecnologica centrale di controllo, che Riley reagisca in modo opportuno ad ogni evento che incontra.
Così, sfruttando la visione di questo corto educativo, le ho suggerito di costruire un cartellone, stampando i vari personaggi, incollandoli divisi per colonne: all’inizio e alla fine della giornata, il bambino poteva mettere una pinzetta sull’emozione prevalente in quel momento.

Se si fosse poi manifestata quell’antipatica emozione quale la rabbia, costruire un personale “termometro della rabbia” e mettere una pinzetta sull’intensità dell’emozione.

Utilissimo anche il “Dado scacciatempeste”, creato appositamente da EduSpace: si può sia ritagliare che personalizzare quello già pronto oppure, crearne uno nuovo, individuando le personali strategie per affrontare le “emozioni-tempesta”.
Presso il mio studio è attivo un progetto pedagogico riferito proprio a questa tematica: di seguito il link, per scoprire di più!
Emozioni
Riferimenti:
- Ammaniti, M. (2001). Manuale di Psicopatologia dell’Infanzia. Raffaello Cortina.
- Di Pietro, M., Dacomo M. (2007). Giochi e attività sulle emozioni. Erickson.
- https://eduspace.it/